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Inchiesta Crypto: spionaggio internazionale, CIA ed FBI possono accedere alle comunicazioni svizzere

Aggiornamento: 5 mar 2020

Crypto è la più grande vicenda di spionaggio del dopoguerra e le sue ombre inquietanti si allungano sui vertici delle istituzioni svizzere. La storia comincia negli anni ’60 quando in Svizzera nasce un’azienda specializzata nelle comunicazioni in codice. Si chiama Crypto AG e i suoi prodotti sono i migliori sul mercato. E poi c’è quel marchio “Swiss Made” che fa pensare a discrezione, neutralità, segretezza.


In pochi anni la Crypto AG acquisisce clienti in tutto il mondo: ambasciate, servizi segreti, unità militari. Peccato che tutte le loro comunicazioni sono accessibili ai servizi segreti americani e tedeschi. Washington e Berlino hanno fatto un accordo con il fondatore dell’azienda e hanno una chiave segreta che scardina tutti i codici.


Una spy story affascinante che viene a galla grazie ad un’inchiesta giornalistica giocata tra gli Stati Uniti e la Svizzera.


L’indagine è stata pubblicata una settimana fa e da allora la domanda che tutti si pongono è una sola; possibile che la Svizzera e il suo governo, i suoi servizi segreti, la magistratura non ne sapessero niente? C’è un’inchiesta in corso e dagli archivi quasi a ritmo quotidiano saltano fuori documenti interessanti. Insomma, affaire à suivre. Ma intanto una cosa è già chiara: l’immagine della Svizzera neutrale e non allineata è profondamente scalfita.



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